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mercoledì 26 agosto 2009

RINASCITA

(di E. Alfano)

…e cortili dove c'è biancheria appesa a un filo:
mutande, asciugamani e camicie che piangono
lente lacrime sporche.

(P. NERUDA, Walking Around, in Residenza sulla terra, 1931-35)




Ispirato ai versi della poesia di Pablo Neruda, Walking Around, aspira alla fondazione di una nuova coscienza e alla rinascita di un uomo nuovo. I vestiti “piangono lente lacrime sporche”, lacrime che rappresentano i falsi e malati valori attuali, quelli dell'era consumistica. E' il lavarsi, il pulirsi, il fare “tabula rasa”, dentro e intorno a sé, di questi valori, rappresentati simbolicamente, e limitati da un muro, sullo sfondo: dei grattacieli, simbolo del potere economico e politico; delle industrie, espressione della società dei consumi che ha ridotto l'individuo “a una dimensione” (Marcuse); un Duomo, simbolo del falso moralismo e dei falsi valori religiosi.
Dal cielo grigio si intravede una luce tenue, speranza per l'avvento dell'“uomo nuovo”.

martedì 24 febbraio 2009

PAURA


(Paura, di E. Alfano)


"la tierra es una fruta negra que el cielo muerde"
(
Tengo miedo, da Crepusculario, di P. Neruda)



Ho paura. La sera è grigia e la tristezza
del cielo si apre come la bocca di un morto.
Il mio cuore ha un pianto di principessa
dimenticata nel fondo di un palazzo deserto.


Ho paura. E mi sento così stanco e piccolo
che rifletto la sera senza meditare su lei.
(Nella mia testa malata non deve entrare un sogno
così come nel cielo non è entrata una stella).


Tuttavia nei miei occhi una domanda esiste
e c'è un grido nella mia bocca che la mia bocca non grida.
Non v'è orecchio nella terra che oda il mio lamento triste
abbandonato in mezzo alla terra infinita!


L'universo muore d'una calma agonia
senza la festa del sole o il crepuscolo verde.
Agonizza Saturno come una pena mia,
la terra è un frutto nero che il cielo morde.


Per la vastità del vuoto vanno cieche
le nubi della sera, come barche perdute
che nascondessero stelle spezzate nelle loro stive.


E la morte del mondo cade sulla mia vita.


(Paura, da Crepuscolario, di Pablo Neruda)




"Non è lo stesso terrore che suscita il toro iracondo, il pugnale che minaccia, o l'acqua che s'inghiotte. E' un terrore cosmico, un'istantanea insicurezza, l'universo che crolla e si dissolve. E intanto, la terra risuona d'un sordo tuono, con una voce che nessuno le conosceva."

(da Confesso che ho vissuto, di P. Neruda)